SUMMER SCHOOL
XXII edizione
Genova, 19-23 agosto 2026
Genova è una finestra. Come tutte le città di mare, ha una naturale apertura al mondo. E anche quando sembra chiudersi su sé stessa, nell’intrico dei vicoli, la linea d’ombra dei carrugi si apre poi all’improvviso verso la luce del porto. E se ancora ti restano dubbi, scrive Antonio Tabucchi, basta un soffio di vento a dissiparli: “Libeccio, maestrale, scirocco, comunque un vento del Mediterraneo, e dunque siamo in un paese del Sud, e nei paesi del Sud, con questi venti, ci sono anche i panni alla finestra, lenzuola che schioccano al vento come bandiere. Venti nostri, panni nostri”.
Genova è sfuggente come il filo dell’orizzonte. Una linea mobile, incerta, che si allontana proprio quando ti sembra di poterla raggiungere. Se sarete con noi, proveremo a capirla e raccontarla insieme, nell’attesa comune di un momento di grazia: “Ci sono giorni in cui la bellezza gelosa di questa città sembra svelarsi: nelle giornate terse, per esempio, di vento, quando una brezza che precede il libeccio spazza le strade schioccando come una vela tesa. Allora le case e i campanili acquistano un nitore troppo reale, dai contorni troppo netti, come una fotografia contrastata, la luce e l'ombra si scontrano con prepotenza, senza coniugarsi, disegnando scacchiere nere e bianche di chiazze d'ombra e di barbagli, di vicoli e di piazzette” (Antonio Tabucchi, Il filo dell’orizzonte).
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