Battibecchi in famiglia
testo e foto di Francesca Pitacco e Rita Gasbarra (pubblicato su Ponza Racconta)
Siamo state ore a guardarle… ed erano coppie!
Non abbiamo capito come riconoscere i sessi, ma lei lo cazziava!
Una pausa fra gli scavi di Chellah, antica città fenicia attiva già nel VII secolo A.C., poi città punica, colonia romana col nome di Sala, infine necropoli medievale. Poi la decadenza, l’abbandono, la dimenticanza. Oggi riportata alla luce, le mura rossicce a chiudere la bella kasbah a guardia del delta del Bouregreg.
– Guarda! Cicogne! – Seguiamo con gli occhi la sagoma scura contro il blu brillante del cielo, poi un frullio di ali spezza l’aria e arriva il suono come di un battere di nacchere.
La terrazza del bar è aperta sul pendio scosceso, verde brillante fino al grigio dell’acqua. Sugli alberi decine di nidi, a più piani, come un condominio.
Coppie di cicogne condividono l’alloggio. Forse sono in cova, probabilmente in corteggiamento.
Quando una si allontana, l’altra segue il volo e poi resta in attesa, e osservando il ritorno inizia a battere il becco con un ritmo insistente finché l’altra arriva al nido e risponde a sua volta alle domande:
– Dove sei stato? Sei stanco? Hai fame?
– Ho incontrato il Mario e sua moglie. Ci invitano a cena sabato.
– Ho visto la Chicca fare la scema col marito dell’Elsa. Puttana!
E mentre ciacolano, buttano indietro la testa, come in una risata incontenibile.
In un nido una cicogna sola si guarda intorno da un po’.
– Ma dove sarà andato? Sono tornati tutti! Quando torna mi sente!
Cammina lungo il ramo, nervosa, osserva il cielo, ad ogni rientro di un vicino sussulta, delusa.
Finalmente arriva. Lei è arrabbiata: – Dove sei stato? Ero preoccupata!
Batte il becco, lo incalza. Lui le racconta qualche storia…
– Sai, ho incontrato il Nanni, ci siamo presi un caffè, due chiacchiere. È passata l’ora e non me ne sono accorto. E il cellulare era scarico!
Lei piano piano si calma. Avvicinano il becco e ridono rovesciando all’indietro il lungo collo. Pace fatta.
Sul marabutto una cicogna con un rametto nel becco. Gira e rigira sul cornicione, prova a poggiare il legno per iniziare a costruire il nido, poi ci ripensa. Il luogo è affollato, lui preferisce un posto più tranquillo, magari una villetta in campagna. Riprende il rametto, gira un po’ intorno. Due cicogne lo osservano:
– Caro mio, senza nido non ti sposo. Devo dare una casa ai piccoli, io!
Se non si decide, difficilmente per quest’anno troverà una compagna…
Nell’area di Chellah la colonia di cicogne conta oltre settanta individui. I nidi sono ovunque, sugli alberi ma anche sui muri, sul minareto, sui marabutti. La colonia vive qui stabile, allontanandosi solo nel periodo estivo più caldo per raggiungere il nord Europa. Uno spettacolo straordinario!
Video di Francesca Pitacco
