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Valentina Orsi
La "mia" Scuola del viaggio è stata la prima edizione del 2005, e ne sono rimasta entusiasta.
Dopo due anni, grazie a una segnalazione dello staff della Scuola, mi sono ritrovata a lavorare nella casa editrice che traduce in italiano le mitiche guide Lonely Planet, la EDT di Torino, che è tra i sostenitori della Scuola. Oggi lavoro nell'ufficio marketing: curo i cataloghi, le newsletter, partecipo alle fiere dell'editoria in varie parti d'Italia e imparo un sacco di cose.
La Scuola del viaggio a Marsala mi è rimasta nel cuore, sia per la meraviglia che è, sia per la gente che ho incontrato, per le amicizie che mi ha regalato e per tutta la grinta che mi ha messo dentro per inseguire ciò che davvero mi piace! |
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Marco Amerighi
Ho partecipato alla prima edizione della Scuola del viaggio, nel 2005, e il mio racconto "Le due statue" fu giudicato il migliore di quell'edizione.
Al momento sto concludendo un dottorato in Letteratura spagnola presso l'Università di Pisa, e nel frattempo coltivo la passione per il teatro.
Dopo aver partecipato alla Scuola del viaggio ho continuato a scrivere racconti, e recentemente ho vinto il Premio Chatwin 2008 (sezione narrativa) con il racconto "L'eredità". |
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Sara Lonati
Sono stata alla Summer School di Marsala nel 2006 (II edizione). La fotografia non fa per me forse, ma non demordo, anche se con la scrittura è andata un po' meglio: in quell'occasione ho scritto un racconto in forma di mail che si intitola "Re: R: SICILIA DI GOETHE (andata e ritorno)".
Nei mesi seguenti (ottobre-dicembre 2006), grazie all'aiuto della Scuola del viaggio, sono stata in stage all'ufficio stampa del Touring Club Editore. E ho avuto la sorpresa di ritrovarmi sulle pagine di "Glamour"!
La letteratura di viaggio è stata l'argomento della mia tesi di laurea. Sempre intorno a questi temi, ora sto facendo a Ginevra un dottorato, che mi porta un po' in giro nelle università tra la Svizzera e l'Italia a parlare del viaggio nella letteratura italiana contemporanea, affiancandovi degli stages nella comunicazione, quando c'è l'occasione.
Non ancora stanca di viaggiare tra i luoghi e tra i libri, ho ritrovato vecchi e nuovi compagni di viaggio partecipando quest'estate al Weekend Pro della Scuola del Viaggio organizzato a Cogne, dove tra le new entries delle "materie" ho scoperto la radio... |
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Vincenzo Cammarata
Credo di essere l'unico "ripetente" della Scuola del viaggio. Infatti dopo aver partecipato all'edizione del 2007 sono tornato anche a quella del 2008, entrambe a Marsala.
Già durante la prima edizione si è risvegliata in me la passione per la fotografia, che ultimamente avevo un po' messo da parte. Da allora non mi sono fermato più, e ho continuato a scattare, cercando storie sempre nuove da raccontare.
Quest'anno, attraverso la Scuola del viaggio, ho potuto partecipare a un progetto della "Sterpaia" di Oliviero Toscani. Ho collaborato a “Razza Umana | Italia”, un ampio reportage sociologico che, attraverso migliaia di scatti in giro per la Penisola, vuole mostrare la molteplice natura dei suoi abitanti.
Un giorno, a Marsala, fotografai su di uno specchietto retrovisore di una Vespa: “Le cose sono più vicine di quanto possano apparire”. Credo che sia soprattutto questo che s’impara alla Scuola del viaggio.
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Giulia De Dominicis
«Avrei bisogno sempre di un passaggio, ma conosco le coincidenze del 60
notturno». Rino Gaetano suona dal computer “Tu, forse non essenzialmente tu” e in questo pomeriggio di afa e di casa mi dà qualche spunto per rispondere a ciò che mi sto chiedendo da qualche giorno: cosa è successo dalla mia prima Scuola del Viaggio?
I pochi giorni passati a Marsala nel 2007 hanno lasciato il segno: sono
tornata spaesata, diversa, traballante, al punto che alcune persone hanno
deciso di allontanarsi da me, altre invece si sono avvicinate. Tra un amaro
buttato giù alla goccia e un passo di danza, tra un cannolo e una
chiacchierata, quella settimana è stata come una persona che ti dà una spinta dietro la spalla e, dopo un tuo piccolo sobbalzo, ti sposta un po’ più in là, verso un’altra direzione.
Arrivai in Sicilia con una manciata di domande in testa, partii che le
domande erano diventate un fiume in piena, ma con l’idea forte che forse un
senso delle cose prima o poi si trova.
Due anni fa avrei potuto raccontarvi la mia vita futura progettata quasi
minuto per minuto, oggi non saprei dirvi nemmeno chi sarò domani, ma so che voglio ascoltare e condividere: questa è una delle poche coincidenze del 60 notturno che conosco.
Di certo la Scuola del Viaggio ha ispirato la novità più gradita di questi due anni: da ottobre ho iniziato a giocare con i microfoni e le cuffie
della radio universitaria… parlando di viaggi, naturalmente. E a volte, ma solo per qualche secondo, mi sembra di aver trovato la mia Itaca.
Per il resto sono sempre in attesa di un passaggio…
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Martina Colombo
Mi sono imbattuta nella Scuola del viaggio per caso. Ma tra i viaggiatori (e i sensibili) si sa che il caso non esiste. Esiste la Τύχη. Fortuna o Fato. A volte Provvidenza. Per me esistono i Nodi, crocevia di strade intrecciate sulla mappa della vita di ciascuno di noi. Ci puoi arrivare da nord o da sud, da est o da ovest, a piedi o in bicicletta, in treno o in aereo (più di rado). Ci arrivi senza rendertene conto. C’è un intuito sottile e inconscio che ti ci porta perché per di lì in qualche modo e in qualche tempo devi passare. È lì che qualcosa accade. A te sta accorgertene e reimpostare la tua bussola.
La Scuola del Viaggio (per me, Marsala estate 2008) è stata un Nodo. Una mail mandata a una viaggiatrice-scrittrice allora sconosciuta e nella sua risposta la segnalazione della Scuola. Grande curiosità. Mi hanno accettata, sono partita. Al ritorno, avevo già capito che non avrei potuto continuare a lavorare nel mondo dei viaggi senza viaggiare, a fare comunicazione senza scrivere. Era tempo di partire per la mia strada. Non avevo molte tracce, ma la Scuola mi aveva dato la direzione, la possibilità di crederci. Ho lasciato l’ufficio e camminando ho incontrato due grandi viaggiatori per i quali mi sono trovata a scrivere della loro vita in Africa. Lì mi ci hanno voluto portare, per sentire la pelle che tira, la polvere delle piste che impasta i capelli e intasa le narici. Perché il loro libro abbia il sapore dei colori africani. È un inizio, stra-ordinario. E forse l’inizio, di quello che ho sempre immaginato come mio Sogno di vita. Per crederci, però, e prima di tracciare nuovi sentieri verso l’orizzonte, farò tappa al faro della Scuola. |
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Laura Moretuzzo
La mia Scuola del viaggio è cominciata a Marsala nel 2008 e non è ancora finita. Dalla Sicilia ho risalito l’Italia a bordo di un vecchio furgone per tornare a casa, all’altro capo dello stivale. Tra un corso di turismo responsabile e qualche collaborazione giornalistica non ho mai smesso di pensare ai viaggi. Ho continuato a cercare la parola “viaggio” in ogni mio passatempo e lavoro. Un pensiero fisso.
Finché non ho capito. Che prima ancora di parlarne, o scriverne, il viaggio è un’esperienza che va vissuta, mettendosi alla prova. Ho lasciato casa, lavoro e amici. Tempo: quattro mesi. Spazio: Sudamerica. Migliaia di chilometri trascorsi alla rinfusa tra Ande e oceani, deserti e ghiacci, tende e zaini, spagnolo e portoghese; tra camminate, autostop, autobus, treno e barca.
Sono tornata con le pulci e momentaneamente disadattata, ma appagata. Se lo scopo della Scuola era quello di avvicinare al viaggio, ha funzionato. Io ci sono cascata in pieno.
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